“Ciao. Come stai?” Vita reale o vita virtuale

Dare un giudizio alla società attuale è impresa pressochè ardua, possiamo solo asserire che la società odierna è da paragonare a un “malato grave”. Perché tale mia affermazione? Il Perché è presto detto. Dipendiamo molto dalle nuove tecnologie e da internet, tanto da non poterne fare a meno. Oramai, sia che adulti che minori, trascorriamo molta parte della giornata collegati ai nuovi mezzi di comunicazione, come i social, già preimpostati sulla telefonia mobile. Per alcune persone questi mezzi sono diventati uno strumento di lavoro, per molte altre è diventata fonte di svago e divertimento, e tant’altro. Purtroppo alcune persone si sono tanto immerse in questi sistemi, che viene più difficile staccarsene o saper distinguere la realtà dalla fantasia. È così che per molti individui i rapporti interpersonali si sono azzerati, dando priorità alle “amicizie virtuali”, conoscenze fatte esclusivamente su i vari social. La domanda che ci si pone è: quanto saranno “vere” queste amicizie? Indubbiamente, è stato riscontrato anche da diversi studi scientifici che scrive molto, si mandano messaggi vocali, ma che poche volte si telefona per dire” Ciao! Come stai?”, per non dire che raramente s’invita un’amica a casa per prendere una tazza di caffè insieme e parlare. Purtroppo si trascorrono ore e ore davanti lo schermo di un PC o di un più comodo tablet o smartphone. E’ da comprendere chi lo fa per lavoro.

La comprensione viene meno per chi lo fa per scelta personale. Per comunicare fra di noi si usa la tastiera, non più la più comune e sempre più desueta carta e penna. I tempi sono diventati più frenetici, non si può più rimanere in attesa per ore o per giorni di una risposta, conseguentemente anche il pensiero si è dovuto evoluto e conformato, lasciandosi sfuggire l’uso del ragionamento “lento”. Anche il linguaggio si è progressivamente modificato; molte parole vengono semplificate, abbreviate, le frasi ridotte al “minimo sindacale” (frasi minime), abbandonando un uso della parola più forbito ed elegante, rendendo spesso la frase incomprensibile o di diversa interpretazione. È giusto affermare che con l’avvento dei vari social l’Uomo sta modificando anche i suoi comportamenti, ci si interfaccia più con la macchina che con tutto il mondo che ci sta intorno. Se in modo esponenziale sono aumentate le parole scritte su internet, le parole dette fra noi nel mondo reale sono diminuite. Quante sono le parole scritte sui social, e  quanto esse verificabili? L’aver creato una vera dipendenza dalla macchina ha creato, a mio modesto parere, un corto circuito.  Quanto è e quando è tutto verificabile su internet? Sempre più spesso sono gli “algoritimi”a stabilire la notorietà di una notizia e non la veridicità di essa? Le vere e reali notizie vanno a confondersi facilmente con le vere “fandonie”. Sta all’internauta saper distinguere. Il virtuale è sempre più modificabile da alcuni “soggetti”; Esempio: molto spesso il linguaggio usato è semplice, rendendo il messaggio efficace, traendo alcune persone nell’inganno, rendendo il margine di dubbio nullo, dando credito al virtuale ed escludendo in modo assoluto la verità dal mondo reale. E’ appurato da tutti gli utenti che il Web è frequentato purtroppo da persone che danno sfogano i loro più bassi istinti e non si fanno scrupoli nel truffare la gente. La truffa, la pornografia, la pedofilia sono gli “argomenti” più trattati, ma anche il traffico di armi, di stupefacenti. Usando una parafrasi biblica, il web sta diventando come “la meretrice di Babilonia”, sta a noi non cadere nella trappola delle sue menzogne. Dobbiamo essere noi a saper distinguere la verità dalla bugia, non cadendo nella trappola “la verità la stabilisco io”. Cerchiamo di essere meno istintivi, riprendiamo a confrontarci, solo dopo potremo trarre le nostre considerazioni. C’è chi sul web ha creato una vita parallela, che molto spesso si oppone a quella reale. Alcuni sono capaci di creare una vita piena di “pizzi e merletti”, altri la loro vita è una vera tragedia! Mi pongo spesso una domanda: nella vita reale, oramai alterata,  qualcuno di noi è disposto a prendere una macchina o un taxi o un telefono per  correre dalla persona amata, dall’amico, da un conoscente a portare aiuto, magari senza fare selfie o usare la videocamera del cellulare, dare aiuto o dire un semplice “Ciao! Come stai?”

…E ci sarà un giorno in cui ci sarà un funerale

e in fondo a quel funerale incontrerai 2 ragazze;

quelle sono le tue amiche che non vedevi magari da 5 anni,

quelle sono le tue amiche     

(Paolo Crepet)

articolo e foto di Annamaria Niccoli

https://www.facebook.com/annamaria.niccoli.7

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