QUANDO TIKTOK DECIDE DI FARTI DIVENTARE UN SERIA KILLER

Una utente del Social di TikTok, qualche anno fa  decise di pubblicare qualche suo video che la ritraeva mentre ballava in un seminterrato. In molti diranno “che c’è di strano?” Inizialmente Franklin Prater, in arte Sabrina Prater, inizialmente da molti followers venne derisa, per il suo aspetto poco “piacevole” mal truccata e poco portata per il ballo. Poi un utente inizio a far notare la sistemazione di quell’ambiente angusto. Succede l’inimmaginabile!I followers iniziarono a esaminare tutti i video di Sabrina. Certamente quell’ambiente molto disordinato; nessuno si chiese il reale motivo. Molti ipotizzarono che era palese che la donna viveva un momento di forte disagio sociale.  Qualche altro utente si spinse avanti nel campo delle ipotesi, forse Sabrina era una serial killer?  Sul social in breve tempo iniziarono a comparire screenshot dell’ambiente, come: macchie per terra, monitor pc accesi con foto di due ragazze (dopo si scoprirà che erano le sue figlie) cane chiuso in gabbia, porta chiusa con una spranga di legno. Altre persone, nei commenti, iniziarono a invocare l’intervento della polizia locale.  Sabrina Prater  era semplicemente una trans, che durante i lavori di ristrutturazione del suo seminterrato, durante i momenti di pausa, amava registrare dei video dove lei ballava. La donna avendo pochi soldi a disposizione, con i lavori proseguiva  a rilento.  Vero che la donna non sapesse non vestirsi, non truccarsi e non saper ballare, vero anche che durante dei lavori in casa, ci si sporca.

Purtroppo gli algoritmi di TikTok tengono in conto solo la notorietà dei video e quante volte vengono condivisi; non viene tenuto conto in assoluto modo che la “reputabilità” di una persona viene buttata nel water. Nessuna di quelle  persone si è interessato realmente di Sabrina, cercando più informazioni.  Il caso della Prater può essere definito uno dei più squallidi  apparsi sui social media in questi ultimi anni.  Causa questa grande popolarità negativa è stata messa ai margini della società nel luogo dove lei abita. Molte persone si sono sentite investigatori, o peggio ancora cacciatori senza scrupoli di una preda “immaginaria” buttando l’etichetta di Killer ad una persona più debole psicologicamente, violandola nel suo intimo pù profondo.  A danno fatto, dopo che Sabrina iniziò a dare delle spiegazioni, dopo qualche tempo iniziarono a sorgere dei gruppi della donna. La Polizia locale, che era stata interpellata, non ha mai dato risposta sul caso

(Art. di Annamaria Niccoli)

articoli di riferimento:

https://nypost.com/2021/12/03/i-was-wrongly-accused-of-being-a-serial-killer-and-wearing-my-victims-clothes/

https://www.rollingstone.com/culture/culture-features/tiktok-true-crime-conspiracy-theory-fake-1264687/

https://tech.fanpage.it/voleva-solo-ballare-ma-tiktok-ha-deciso-che-e-una-serial-killer-lassurda-storia-di-sabrina-prater/

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