The Hurt Locker 2008 regia Kathryn Bigelow                (di Annamaria Niccoli)

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“The Hurt Locker “del 2008, per la regia del premio Oscar, Kathryn Bigelow è scritto dal giornalista di guerra, premio Pulitzer, Mark Boal. Il titolo del film è estrapolato dal termine appartenente al gergo militare americano usato per descrivere un luogo ad alto rischio; purtroppo è anche “l’armadietto del dolore“, la cassetta che viene consegnata ai familiari del militare caduto in guerra, contenente gli effetti personali, più la bandiera degli Stati Uniti d’America, da consegnare alla famiglia al rientro del congiunto caduto in guerra. Il film racconta i 40 giorni al fronte durante la guerra sul fronte iracheno di una squadra di artificieri o sminatori dell’esercito statunitense. una unità speciale, specializzata nel disinnescare bombe e ordigni esplosivi nascosti dagli jihadisti. Il sergente William James è Il caposquadra dell’unità artificieri; vi sono poi il sergente Sanborn e il soldato e Eldbridge. I tre soldati si troveranno ad affrontare diversi pericoli, ma il carattere di James li porterà a scontrarsi spesso, anche fisicamente. In una imboscata Elbridge verrà sequestrato dai guerriglieri. I due compagni faranno di tutto per salvarlo, ma involontariamente James ferisce il soldato sequestrato. A 2 giorni dalla scadenza della missione di quel contingente, i due soldati scappano per miracolo ad un attentato iracheno. È proprio in quel momento i due ragazzi pensano alle loro vite di quella che era prima della partenza per il fronte, è quella che sarà al rientro nella vita civile. L’immagine che ci dalla regista nel film, è quello di un Iraq che tutti noi siamo abituati a vedere attraverso gli organi di stampa, quindi un’informazione parziale, vista solo dalla parte degli statunitensi. Quello che colpisce di più in questo film è la paura, ovvero la paura vissuta quotidianamente sia dai militari, che dai civili iracheni, immagini crude e tanto aderenti alla realtà. La guerra fa paura a tutti! Inquietante e atmosfere soffocanti,  vedere costantemente il deserto che può essere inteso anche come il deserto dell’animo umano, oppure una Bagdad oramai rasa al suolo dai continui bombardamenti. Il ritmo del film è incalzante e pieno di azione, le musiche seguono il ritmo  delle azioni e dal movimento. È curioso vedere questo film fatto per uomini duri, diretto da una regista, e di contro notare la presenza femminile in questa opera cinematografica quasi del tutto assente; soldati descritti come avere eroi, che riescono a trasformare la paura nel loro vero motore di vita, che però li porterà a sfidare costantemente alla morte, tanto da farla divenire come una droga, come per lo sminatore  William James . “The Hurt Locker” è la guerra vista con gli occhi di una donna  che porta l’uomo a rimanere inchiodato alla sedia dal primo all’ultimo fotogramma della pellicola. Film è stato proiettato al pubblico per la prima volta alla sessantacinquesima Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia nel 2008; nel 2010 ha vinto 6 premi Oscar.

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