Il caso Spotlight (La pedofilia nella Chiesa Cattolica) regia di Tom Mc Carthye  – di Annamaria Niccoli

Il caso Spotlight (La pedofilia nella  Chiesa  Cattolica) regia di Tom Mc Carthye  – di Annamaria NiccoliTradimentoCover“Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare” (Matteo 18, 6) 

Il caso Spotlight“,  (La pedofilia nella Chiesa Cattolica) del 2015 scritto da Tom Mc Carthye e Josh Singer, che nel 2016 hanno ricevuto il premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale e miglior film. Il film racconta delle reali indagini svolte dal quotidiano americano the Boston Globe di Marty Baron, ora attuale direttore del Washington Post, che portò a conoscenza di tutto il mondo dello scandalo della Chiesa Cattolica americana coinvolta nei casi di pedofilia, conosciuto come il “Massachusetts Catholic Sex Abuse Scandal“. I giornalisti di Spotlight vinceranno nel 2003 il premio Pulitzer per il servizio pubblico. I sei giornalisti alla fine del film si scoprirà quanto i luoghi dove si coprivano i casi di pedofilia nella chiesa, non solo erano negli Stati Uniti, ma anche in tutto il mondo, nessuno escluso, compreso lo Stato Vaticano. Lo scandalo fu tanto grande che coinvolse anche un principe della chiesa, reo di aver coperto e non denunciato nessun sacerdote, è il cardinale Bernard Francis Law,  successivamente venne rimosso dalla sua diocesi di Boston e misteriosamente venne trasferito alla basilica di Santa Maria Maggiore a Roma una delle chiese più importanti al mondo, e altrettanto inspiegabilmente, con l’avvento del papato di Francesco, nel 2015 venne trasferito nel Palazzo della Cancelleria del Vaticano; deceduto a Roma nel 2017. L’alto prelato è stato sepolto proprio in Santa Maria Maggiore, dove da lì si levano le proteste delle molte vittime degli abusi. Il caso Spotlight nasce da un’inchiesta su un sacerdote della diocesi di Boston, che per 30 anni ha abusato di almeno 84 minorenni. Lo scandalo scoppiò il 2001, poco prima dell’attentato alle Torri Gemelle di New York. Dal primo articolo pubblicato dal Boston Globe molte persone si misera in contatto con i giornalisti “investigatori”, raccontando che molti di loro erano state vittime dei preti pedofili e di averne le prove. Ma anche tra i giornalisti vi sono delle ombre, perché qualcuno era già a conoscenza, aveva avuto tra le mani il dossier, ma non ha fatto nulla, diventando consapevolmente complice di questo aberrante delitto.  L’inchiesta, come il film, hanno fatto scandalo e ha smosso lo coscienze,  perché denunciano apertamente come la Chiesa Cattolica, di come abbia coperto questi prelati, non li ha cacciati, anzi un caso lo ha anche promosso. L’ arcidiocesi di Boston ha dovuto dichiarare bancarotta, perché ritenuta responsabile dei reati dei suoi sacerdoti, ha dovuto risarcire i danni a tutte le vittime; fu costretta a pagare 85 milioni di dollari come risarcimento.  Nel 2011 l’arcidiocesi ha pubblicato una lista con i nomi dei 159 preti accusati di pedofilia. Dal 2003 nella diocesi di Boston ora vi è lo statunitense Sean O’Malley, che già si è occupato di casi per di pedofilia in altre diocesi. Solo ora, a distanza di tanti anni, con il governo di Papa Francesco, pronto a punire senza alcun pietà questi atti contro natura. In questi ultimi anni sono vari i sacerdoti relegati o “detenuti” entro le mura vaticane, questa è la prova che il Santo Pontefice ha una nuova consapevolezza in materia ed ora è pronto ad agire anche per le vie legali contro chi si macchia del reato di pedofilia. Dal lavoro giornalistico d’ inchiesta del team Spotlight partì l’effetto domino a livello mondiale che fece aprire molte inchieste all’interno della Chiesa. Nel cast del film vi sono Mark Ruffalo, Rachel Mc Adams, Michael Keaton, Liev Schreiber, Stanley Tucci. Il film ha avuto sei in nomination agli Oscar, da aggiungere altri prestigiosi premi in tutto il mondo, come il Golden Globe, British Academy film Awards, Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il film è molto bello, in particolar modo per chi ama conoscere il giornalismo d’inchiesta, il regista ci fa vedere come era fino a pochi anni fa il lavoro di inchiesta giornalistica, del giornale, di come veniva stampato un giornale. l’inizio del film inizia  con le inquadrature delle macchine da scrivere e delle rotative, pezzi che oramai sono divenuti pezzi da archeologia industriale. (Cinema)

“La sposa bambina”

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