La vera storia di “Pennywise”   (di Annamaria Niccoli)

La vera storia di “Pennywise”            (di Annamaria Niccoli)

pinto_colvig_bozo_capitol Il costume dal clown è sempre esistito nella storia del teatro, del circo e ora negli spettacoli della TV per ragazzi. Negli anni 1960-70, negli spettacoli TV degli Stati Uniti vi fu una nota trasmissione di intrattenimento per bambini, dove compariva un Clown. Sul viso un mascherone di colore bianco, Il canonico naso rosso, due enormi ciuffi dal colore rosso vivo ai lati della testa. Il secondo clown noto nello spettacolo americano è “Clarabel”, aveva un costume a strisce, venne creato per la TV negli anni 50. Il altro clown noto in tutto il mondo è il simbolo dal fast food di Ronald McDonald’,  che fece la sua prima comparsa negli spot televisivi nel 1963. Purtroppo il personaggio Pennywise non ebbe fama solo nella pubblicità, ma anche nella cronaca nera, tanto da creare una vera psicosi generale. Un serial killer di nome John Wayne Gacy, uccise delle persone vestito da pagliaccio. Durante gli anni 70 quest’uomo fece tremare tutti gli Stati Uniti d’America. Al suo arresto venne accusato di aver rapito, torturato, sodomizzato e infine ucciso ben 33 persone, tutti di un’età compresa fra i 16 e i 21 anni. Il suo modus operandi era presentarsi davanti alle vittime vestito da clown. L’uomo nella vita era anche un volontario, spesso faceva visita ai malati negli ospedali. Faceva amicizia con le sue vittime e al momento delle dimissioni si presentava davanti a loro sempre vestito del suo costume. Inoltre era anche un attivista politico; era anche padre e marito fedele. Insomma agli occhi della società era un bravissimo uomo. Facendo un’attenta analisi di quello che fu in gioventù, nell’ infanzia fu oggetto di numerose molestie sia fisiche che psicologiche da parte del padre che era un alcolizzato e che sfogava la sua rabbia in famiglia. All’età di 9 anni il bambino fu violentato da un amico di famiglia. Ha 11 anni quando ebbe un serio incidente che gli causò un ematoma celebrale. Per trascuratezza della famiglia quell’ ematoma venne tolto chirurgicamente dal cervello solo 5 anni dopo. All’età di 18 anni iniziò a lavorare come assistente di un candidato del Partito Democratico, prima del suo paese poi di Chicago. Si laurea in Economia e Commercio, divenendo direttore di una grande catena di fast food.  E’ in quello stesso periodo che giorno inizia ad interessarsi attivamente al volontariato. Dietro le vesti di uomo realizzato si nascondeva una personalità molto complessa, anche se padre di due bambini, lui era omosessuale, cercava in tutti i modi possibili di nascondere la sua malattia mentale. Il 1967 compie il suo primo reato, aggredisce il figlio di un suo amico dell’età di 15 anni. nello stesso periodo aggredisce violentemente tanti altri ragazzini. L’uomo presto verrà indagato e arrestato per molestie sessuali e sodomia ai danni di ragazzini punto. Con l’aiuto di un suo dipendente, per la cifra di $300, Cerca di depistare le indagini. Per questo reato venne per questo scoperto dalla polizia e fu condannato a 10 anni di carcere. Per la sua buona condotta sconto in realtà solo 18 mesi di carcere. Alla sua scarcerazione gli atti di molestia sul ragazzi aumentarono. Intuì che per attirare l’attenzione di vittime sempre più giovani avrebbe dovuto vestirsi da pagliaccio. Creò il suo personaggio, “Pogo il Clown”.  Da questo momento diventa un serial killer compiendo il suo primo omicidio, è il 1972, Timothy Jack Mccoy. Di alcune sue vittime ancora non si conosce il nome. Li violentava, li uccideva e poi li seppelliva in una fossa comune che era nella cantina della sua casa. quando la fossa fu piena di cadaveri iniziò a seppellire le vittime nel suo giardino e poi a gettarli da un ponte. Gli omicidi aumentarono in coincidenza del secondo divorzio. Tra l’aprile e l’agosto del 1976 uccide almeno otto ragazzi, di due non si conosce il nome. John Wayne Gacy venne condannato a morte e giustiziato, all’età di cinquantadue anni, il 10 maggio 1994 tramite iniezione letale. Le sue ultime parole furono “baciatemi il culo!”. da questo orrendo fatto di cronaca che Stephen King prese spunto per il suo romanzo, poi divenuto film “IT”.

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