Senza-nessuna-pietà“Senza alcuna pietà” del 2014    (Annamaria Niccoli), per la regia di Michele Alhaique, alle prese con la sua opera prima. Principale e produttore è Pierfrancesco Favino; Altri attori sono: Greta Scarano, Adriano Giannini, Ninetto Davoli, e Claudio Gioè. L’opera nasce da un soggetto di Andrea Garello. L’opera è stata presentata al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti, selezionato per il Festival di Toronto. Favino per questo ruolo è dovuto ingrassare di 20 kg. E’la storia di Mimmo (Favino) un muratore che ha lo zio è un cugino, piccoli boss della zona. È un clan familiare, che ha una ditta di costruzioni, quindi non è il classico clan di stampo mafioso che tutti conoscono. Mimmo è un ragazzo molto buono che perde la testa per una ragazza, Tania, il suo angelo biondo, piccola giovane prostituta che cerca un protettore. Il film è un noir, che ha come sfondo la piccola criminalità romana, che intreccia pericolosi affari con la criminalità siciliana. Mimmo proviene da una famiglia di criminali virgola cui tenta di riscattarsi, tenta di vivere fuori dalle regole imposte dalla famiglia che è immersa e vive in regole feroci. Il cugino Manuel (Giannini) è un uomo spietato, che sa dettare legge solo con la violenza. Il vecchio zio Santilli (Ninetto Davoli), detta regole e dà ordini spietati, che però vive secondo vecchi codici e si ostina a non vedere quanto la società e le regole del clan siano mutate nel tempo. Poi vi è “Roscio”, (Gioo), che applica le leggi dettate dal vecchio come se fossero le parole del Vangelo, le applica e le fa applicare con ferocia inaudita, è soprannominato “spezzaossa”. È un uomo così cinico, freddo, cattivo, che non si crea alcun scrupolo nell’uccidere anche il suo migliore amico. È un buon film dove vi sono ottime prestazioni attoriali, fra cui è indiscussa quella di Pierfrancesco Favino. Un ottimo noir, che può essere definito fra i migliori in Italia degli ultimi anni. Un film che avrebbe meritato molto più attenzione da parte del pubblico e della critica, propensa nel dare ottime critiche a film stranieri, anche italiani, ma pieni di tanta assurda violenza cui lo spettatore ne è saturo, e forse assuefatto e stanco.